mercoledì 5 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

Unione di Comuni: il resoconto dell'iniziativa

Venerdì 30 ottobre si è svolto a Felino l'incontro "Unione di Comuni - Motore del territorio".


Il coordinamento di zona Pedemontana Parmense ha organizzato un incontro per approfondire le prospettive e le ricadute sul territorio dell'Unione di Comuni che andrà a concretizzarsi dopo l'approvazione dello statuto da parte dei consigli comunali dei Comuni di Collecchio, Sala Baganza, Felino, Montechiarugolo e Traversetolo.
Tra i relatori, Roberto Abbati, Coordinatore di Zona pedemontana e Barbara Lori, Presidente dell'Associazione Pedemontana che hanno sottolineato come il processo di Unione sia partito quasi vent'anni fa con le prime collaborazioni tra comuni limitrofi per arrivare alle quasi dieci gestioni associate attuali.

Ugo Danni, Assessore provinciale ai progetti di sviluppo territoriale, ha portato la sua esperienza sottolineando come le unioni comunali siano indispensabili per l'ottimizzazione delle risorse e siano da preferire alle fusioni che non sarebbero accettate dalle popolazioni.

Marcello Rosetti, responsabile Enti Locali del PD Emilia-Romagna, ha invece sottolineato che nonostante la crisi mondiale tocchi tutti i territori, l'Emilia-Romagna ha le carte in regola per tenere alto il tenore di vita dei cittadini. Il Governo tuttavia non è particolarmente attento ai Comuni: i soldi da assegnare a causa dell'abolizione della quota residua dell'ICI non sono ancora stati inviati e il federalismo fiscale non è ancora chiaro perchè nella legge non sono espressi i numeri. Anche per Rosetti, l'unico modo di affrontare le difficoltà legate alle scarse risorse è "fare sistema", fare in modo che le amministrazioni si uniscano per acquisire maggior peso nelle decisioni.

Nel lungo ed autorevole intervento conclusivo, Luciano Vandelli, professore Ordinario presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna, ha citato i numeri delle esperienze emiliano-romagnole. Nei 341 comuni ci sono forti asimmetrie legate all'utilizzo molto diverso delle risorse a disposizione. Più i territori sono piccoli più faticano ad ottimizzare per cui servono assolutamente regìe più ampie di quanto non siano in grado di garantire i singoli comuini.
La Regione stessa fatica a rapportarsi direttamente con tutte le amministrazioni e quindi cerca di favorire le aggregazioni per ridurre il numero di interlocutori e favorire il coordinamento territoriale. E' tuttavia necessario che le Unioni facciano attenzione a non creare un livello amministrativo che duplichi le competenze dei singoli Enti: una volta aggregati i Comuni devono delegare in toto i servizi concordati mantenendone il controllo decisionale ma non operativo.
"La Polizia Municipale - spiega Vandelli - è il servizio che i Comuni hanno maggiormente delegato alle Unioni. In tutti i casi presi in esame, si è riusciti a passare da una copertura di sei ore (un solo turno) fino ad una copertura di dodici, diciotto o, in un caso, addirittura di 24 ore. "

Il pubblico, che ha riempito la Sala Civica "Remigio Amoretti" di Felino in ogni ordine di posti ha manifestato il proprio interesse rimanendo fino al termine del dibattito che si è protratto oltre l'orario previsto.